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Recensione libro elearning: Apprendere da una Macchina

Recensione libro elearning: Apprendere da una Macchina
Fette di frutta colorate sovrapposte formano una mela stilizzata, simbolo di creatività e varietà nei contenuti e-learning

Cari lettori, oggi ospitiamo un amico di Mosaicoelearning, Vindice Deplano, che ci presenta la sua nuova pubblicazione:

Apprendere da una macchina. Il tema del suo lavoro è molto caldo e vicino a tutti noi che ci occupiamo di elearning, e siamo sicuri che molti di voi troveranno diversi spunti interessanti nella lettura del libro.

Lasciamo ora la parola a Vindice..

Copertina del libro Apprendere da una macchina di Vindice Deplano con libri, globo e freccia e-learning

Clicca qui per accedere al sito Apprendere da una macchina. Ovvero, come diventare costruttori di mondi invece di scimmiottare i libriApprendere da una macchina è un libro sui learning object. O, meglio, sui loro format (sequenze, ipertesti, simulazioni), descrivendone la struttura, l’efficacia e i modelli di apprendimento sottostanti (alcuni decisamente incompatibili con qualunque idea sensata del funzionamento della mente).

Ma soprattutto cerca di combattere alcuni miti:

  1. Con i learning object si può fare formazione senza i formatoriSe l’e-learning riduce i costi, non significa che basti piazzare qualche corso on-line per fare formazione. Cosa penseremmo se a scuola distribuissero i libri di testo a settembre per rivedere gli allievi a giugno, durante gli esami?È un’assurdità che però diventa lecita parlando di e-learning.
  2. Un learning object è una specie un libro multimedialeAltro che digitali: siamo un po’ tutti “nativi editoriali”, perché pochi anni di tecnologie digitali sono sovrastati da decenni di televisione e secoli di libri. Ma questo non significa che i learning object debbano assomigliare a libri da sfogliare, pagina dopo pagina.
  3. Un learning object serve a trasmettere informazioniDire e-learning e pensare e-teaching: ecco il più dannoso di tutti gli equivoci, che si manifesta con l’idea che un learning object serva a trasmettere informazioni. Fosse solo per questo, molto meglio una dispensa. Meno costosa da produrre e distribuire (in pdf), più gradevole da leggere.
  4. Per la motivazione basta la graficaGrafica rutilante, pupazzi ipercinetici, video sfolgoranti dovrebbero essere gli ingredienti per “stimolare la motivazione”, la grande assente nel mondo dell’e-teaching. Ma è una partita persa: impossibile competere su questo campo con cinema e videogiochi.

Per capire come rispondere, partiamo da due assiomi:

  1. Per apprendere non basta disporre di informazioni (libri, lezioni o altro)
  2. Dall’esperienza si apprende, ma spesso le cose sbagliate: vediamo ogni giorno che è il Sole che gira attorno alla Terra

Allora, se dalla realtà “vera” non si apprende adeguatamente, realizziamone una ad hoc.

Possiamo semplificare il mondo, eliminando le variabili di disturbo.Il nostro è un mestiere che acquista senso solo se smettiamo di proporre girapagine elettronici e diventiamo costruttori di mondi. Mondi virtuali ma vivi, che bilancino dinamicamente esperienza e informazione per guidare le persone verso l’acquisizione di nuove competenze.

È un discorso che vale la pena di approfondire. Per questo ne parliamo martedì 17 giugno, ore 15-18, alla presentazione del libro.

A Roma, presso il Centro di Formazione del Policlinico Umberto I, viale Castrense 9.

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