Cari lettori, oggi ospitiamo un amico di Mosaicoelearning, Vindice Deplano, che ci presenta la sua nuova pubblicazione:
Apprendere da una macchina. Il tema del suo lavoro è molto caldo e vicino a tutti noi che ci occupiamo di elearning, e siamo sicuri che molti di voi troveranno diversi spunti interessanti nella lettura del libro.
Lasciamo ora la parola a Vindice..
Clicca qui per accedere al sito Apprendere da una macchina. Ovvero, come diventare costruttori di mondi invece di scimmiottare i libriApprendere da una macchina è un libro sui learning object. O, meglio, sui loro format (sequenze, ipertesti, simulazioni), descrivendone la struttura, l’efficacia e i modelli di apprendimento sottostanti (alcuni decisamente incompatibili con qualunque idea sensata del funzionamento della mente).
Ma soprattutto cerca di combattere alcuni miti:
- Con i learning object si può fare formazione senza i formatoriSe l’e-learning riduce i costi, non significa che basti piazzare qualche corso on-line per fare formazione. Cosa penseremmo se a scuola distribuissero i libri di testo a settembre per rivedere gli allievi a giugno, durante gli esami?È un’assurdità che però diventa lecita parlando di e-learning.
- Un learning object è una specie un libro multimedialeAltro che digitali: siamo un po’ tutti “nativi editoriali”, perché pochi anni di tecnologie digitali sono sovrastati da decenni di televisione e secoli di libri. Ma questo non significa che i learning object debbano assomigliare a libri da sfogliare, pagina dopo pagina.
- Un learning object serve a trasmettere informazioniDire e-learning e pensare e-teaching: ecco il più dannoso di tutti gli equivoci, che si manifesta con l’idea che un learning object serva a trasmettere informazioni. Fosse solo per questo, molto meglio una dispensa. Meno costosa da produrre e distribuire (in pdf), più gradevole da leggere.
- Per la motivazione basta la graficaGrafica rutilante, pupazzi ipercinetici, video sfolgoranti dovrebbero essere gli ingredienti per “stimolare la motivazione”, la grande assente nel mondo dell’e-teaching. Ma è una partita persa: impossibile competere su questo campo con cinema e videogiochi.
Per capire come rispondere, partiamo da due assiomi:
- Per apprendere non basta disporre di informazioni (libri, lezioni o altro)
- Dall’esperienza si apprende, ma spesso le cose sbagliate: vediamo ogni giorno che è il Sole che gira attorno alla Terra
Allora, se dalla realtà “vera” non si apprende adeguatamente, realizziamone una ad hoc.
Possiamo semplificare il mondo, eliminando le variabili di disturbo.Il nostro è un mestiere che acquista senso solo se smettiamo di proporre girapagine elettronici e diventiamo costruttori di mondi. Mondi virtuali ma vivi, che bilancino dinamicamente esperienza e informazione per guidare le persone verso l’acquisizione di nuove competenze.
È un discorso che vale la pena di approfondire. Per questo ne parliamo martedì 17 giugno, ore 15-18, alla presentazione del libro.
A Roma, presso il Centro di Formazione del Policlinico Umberto I, viale Castrense 9.


