Qualche pomeriggio fa stavo chiacchierando con il Guru degli Storyteller italiani Andrea Fontana e oggetto della discussione era il suo nuovo libro “Ballando con l’apocalisse”.
Parlando di questo e di quell’altro poi, siamo finiti a parlare del modo in cui viene valutato il suo servizio core, cioè quello di creare storie a supporto della comunicazione aziendale. E abbiamo trovato molte analogie tra il modo in cui si acquista lo storytelling e quello in cui si acquista la formazione.
Il suo lavoro infatti, non viene tanto valutato, quanto piuttosto “pesato”. Si pensa che si possa comprare un servizio di storytelling così come se si andasse dal salumiere (con il massimo rispetto per ogni tipo di lavoro, s’intende!) per comprare un panino imbottito.
Si può comprare un etto di prosciutto allo stesso modo di come si compra un etto di storie?
È giusto o è sbagliato sentirsi chiedere: “quanto costano 10 minuti di storytelling?” o “quanto costano 15 minuti di corso elearning con Gamification?”
Ammettiamolo, è proprio così. Nel nostro settore è esattamente lo stesso. Il prezzo si fa al minuto o all’ora. Difficile trovare altri modi per misurare la quantità e la qualità del servizio. Ecco, perché anche la qualità conta.
Con fotografie, cartoni animati o video, is the new
“Vuoi il primo prezzo, quello in offerta o il Gran Biscotto?”
Con interattività o senza, is the new “
Con o senza conservanti?”
È giusto? E anche ammesso che lo sia (o che non ci sia altro modo per misurare l’impatto produttivo), come si fa a stabilire quanto deve costare un chilo o un etto di corso elearning?
Difficile rispondere.
In un mercato dei corsi online che - a livello planetario - fa onestamente difficoltà a reinventarsi e innovarsi ed in cui tutti i prodotti finiscono ormai da qualche anno con il somigliarsi, fa capolino uno dei dubbi più importanti: la mancanza di coerenza nei listini.
Qualcosa che crea una fastidiosa confusione (in primis per il mercato italiano, che è tra quelli in via di sviluppo) generata dai
Vendor e subita dai
Buyer. Una delle lamentele più frequenti che ascoltiamo è “ma perché se fate le stesse cose avete prezzi così diversi? Ho sentito 3 potenziali fornitori e state su range di prezzo completamente diversi. Com’è possibile? Chi ha ragione? Non ci si capisce niente”.
La formazione è un bene prezioso, andrebbe forse pesata (se proprio dobbiamo farlo) come se fosse oro. Ricordo con piacere un pensiero nobile emerso in occasione di
LEARNING360 2019, e cioè che la formazione dovrebbe essere equiparata al lusso, perché “il lusso più alto dell’uomo è quello del ben pensare e del saper gestire le emozioni, che è il lavoro che facciamo con la formazione”.
E tu, come compri o vendi la formazione? Condividilo nei commenti!
Gabriele Dovis
CEO di Mosaicoelearning
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